...in the land of the morning star...
E anche
Mi fa sempre uno strano effetto quando passo giorni interi ad organizzare qualcosa e poi in un attimo è tutto finito.
Non so, mi sembra che ci sia una gestione del tempo poco equa.
L’attività predominante, come era prevedibile, è stata la cucina.
Crescentine, risotti, polpette, torte, biscotti, pasticcini...
Avrei voluto fare qualche foto, ma ero troppo stanca.
L’ultima infornata di biscotti alla nutella l’ho fatta ieri sera dopo cena.
Dopo tutto questo lavorare, stanotte, invece che godermi sane e riposanti ore di sonno, ho sognato che tutto questo cucinare, scaldare, infornare, friggere, aveva fatto crepare le pareti della cucina e per poco non mi crollava tutto in testa. 
Mi aspettavo gli auguri da qualcuno, almeno un sms, invece sono stata bellamente ignorata. Ok, prendo atto. Non mi dilungo o potrei farmi davvero salire la rabbia.
Avrei voluto passare almeno un paio di pomeriggi al parco, ma c’era un freddo becco e quindi niente di niente.
In compenso mi sono dedicata al giardinaggio e sto cominciando a vedere i primi germogli delle mie piantine aromatiche.
Il problema è che so già che non riuscirò ad usarle in cucina, mi dispiace troppo tagliare quelle foglioline verdissime e profumate.
Pazienza, le userò come decorazione al mio balcone e come deterrente per le zanzare!
Che altro dire?
Riprendere la routine è sempre faticoso, anche se oggi è decisamente una giornata tranquilla.
Io, in compenso, non mi sento in formissima. 
Ho una mezza voglia di seguire il percorso erboristico di Silvi...
Per ora aspetto di vedere come vanno le cose, tanto faccio sempre in tempo a cominciare.
Cosa resta? Ah sì!
Buona settimana!
Ho voluto prendermi una pausa dal blog almeno per le feste.
Non c’è un motivo particolare, è solo che durante il Natale (e tutti i giorni che lo precedono) sembra che non debba esistere altro, che tutte le nostre forze debbano essere spese per rendere quella giornata speciale e memorabile come mai nella vita.
In effetti, poi, quest’anno credo che passerà alla storia come il Natale più anonimo vissuto finora.
Tra parenti influenzati che disdicono all’ultimo momento e sorella che parte per l’Egitto con il fidanzato, mi sono ritrovata a festeggiare soltanto con mia mamma (come potrete immaginare non faccio parte di una famiglia numerosa).
Non che festeggiare con mia mamma sia un problema, ma avrei di gran lunga preferito sedermi a tavola circondata da quelle poche persone a cui sono legata.
Pazienza... sarà per la prossima volta.
Per completare l’opera il 22 Dicembre la mia caldaia ha deciso di lasciarsi morire dopo un anno nel quale non ha fatto altro che agonizzare.
L’intervento tempestivo del Sig. Stefano (tecnico di fiducia) ha permesso alla sottoscritta di non passare il Natale al freddo e al gelo, come recita la tradizione, in compenso sto passando tutte le mie notti con l’orecchio teso per paura di un suo peggioramento improvviso con grave conseguenza annessa (scegliete voi quale, io sono catastrofica e penso sempre alla peggiore!). In pratica non dormo due ore di fila da 5 giorni...
E poi – visto che non mi faccio mancare niente – stamattina il mio caro CARO motorino ha deciso di non partire, innescando un intreccio di rotture di scatole che non vi sto a raccontare, e che mi ha reso questo rientro in ufficio decisamente poco piacevole!
Va be’... anche se non è lo stato d'animo giusto, io sono un po’ giù...
Non so se ve l’ho già detto, ma io lavoro in uno studio legale.
Lunedì ho fatto da assistente al mio capo durante una riunione fiume, dalla quale sono uscita praticamente ubriaca. Più di tre ore per una transazione che tutto era, tranne che un tentativo di accordo pacifico tra le parti.
Presente, ovviamente, anche il legale della controparte, un giovane in carriera che, se me l’avessero chiesto, avrei giurato sulla mia testa di non aver mai visto prima di allora.
Stamattina tornano per un’ulteriore verifica e l’avvocato della parte avversaria mi si avvicina con un sorriso soddisfatto e mi parla a bassa voce.
"ora mi ricordo di lei... (la formalità con questi professionisti rasenta il ridicolo) lavorava allo studio XXX"
Io – decisamente sorpresa, visto che in quello studio ci lavoravo 10 anni fa – gli rispondo di sì, che sono io...
Lui continua: "e’ da lunedì che ci penso..." e mi sorride compiaciuto.
Io veramente ero parecchio stupita e non sono riuscita a dire altro che "be’.. complimenti... ha una memoria davvero eccezionale..."
Sono rimasta qualche istante a guardarlo come un’ebete, non oso immaginare che faccia io possa aver avuto...
Mi ha fatto ciao ciao con la mano mentre si chiudeva alle spalle la porta della sala riunioni.
Decisamente è la prima volta che qualcuno si ricorda di me dopo così tanto tempo e dopo avermi visto solo per pochi minuti.
Non so se essere lusingata o preoccupata.
[aggiornamento] Alla fine della riunione di stamattina, avevamo eliminato le formalità, visto che mi ha detto perentorio "ci diamo del tu! Facevamo così...".
Quelle parole devono aver aperto qualche scomparto della memoria perchè ho avuto chiare davanti agli occhi due immagini di lui giovanissimo praticante. Tipo veloci e improvvisi flashback da film. Una mentre mi viene presentato dal mio ex capo e l'altra mentre si sbraccia di fronte al mio vecchio studio per salutarmi...
Credo che dopo tutto possa sentirmi lusingata...
Se non altro significa che in 10 anni non devo essere cambiata poi molto! 
Ebbene... non l’avrei mai detto, ma stamattina ho preso coraggio e in sella alla mia bicicletta sono arrivata in ufficio. Ero un po’ preoccupata perché la strada che devo fare è molto trafficata e le bici non le considera nessuno.
Non mi impensieriva la fatica, pensavo che quel po’ di palestra che faccio ormai da un anno mi avesse aiutata a uscire dal letargo fisico in cui sono stata per anni, invece, con una punta di rabbia, ho notato che già dopo poco le gambe dovevano spingere parecchio per arrivare ad una velocità da potersi considerare decente. Ho provato anche a cambiare rapporti per vedere se magari potevo ottenere qualche agevolazione. Niente. Nel mentre tutti, ma proprio tutti i ciclisti sulla mia stessa strada, andavano più veloci di me. Persino la signora coi capelli cotonati e il cestino a fiori.
La mia autostima ha subito un crollo notevole.
Prima di arrivare in ufficio, mi fermo da un signore che ha una specie di negozio/cantina dove aggiusta le biciclette, e gli chiedo se mi può dare una gonfiata alle gomme.
Lui inizia a gonfiare e intanto dà un’occhiata alla bici.
Ne approfitto e gli faccio presente che il freno davanti è un po’ lento.
Allora lui appende la bici a dei ganci e inizia a guardarla.
Mi sistema il freno davanti e prova quello dietro.
"Signorina" di dice "anche quello dietro non va bene... fa il doppio della fatica così, ha perennemente la ruota frenata..." ![]()
Aggiungo questa chicca gentilmente suggeritami da Algol
Bisogna prenderla con spirito...

Nell'attesa di poter finalmente coronare il sogno di avere un gattino per casa (e speriamo di farcela prima o poi), convivo con due tartarughe che, al contrario di quanto si possa pensare, sono uno spasso. L'unico inconveniente è che da qualche tempo a questa parte quando ci avviciniamo si tuffano in acqua e si nascondono sotto la rampa che c'è nella tartarughiera. Non sono sempre state così paurose, da piccole prendevano addirittura il cibo direttamente dalle nostre mani
Questo, ovviamente, ci impedisce di vederle mentre fanno qualsiasi cosa che sia diversa dall'allungare il collo fuori dall'acqua e guardare il vuoto.
Per curiosare un po' nella loro vita privata, abbiamo pensato di posizionare la videocamera lì accanto e lasciarla riprendere per circa un'oretta... Dopo i vari litigi per la conquista del proprio spazio vitale, dopo gli innumerevoli sforzi fatti per stare sulla piattaforma all'asciutto, dopo aver cercato di sovrastarsi arrampicandosi sul carapace l'una dell'altra con tanto di rovinose cadute in acqua, ecco, dopo tutto questo, la stanchezza avanza e può scappare uno sbadiglio... ![]()
Il Boss cessa l’attività.
Il 31 Dicembre sarà il suo ultimo giorno di lavoro.
In questa prima settimana di lavoro dopo le ferie, non abbiamo fatto altro che scrivere e telefonare per avvisare tutti di questa sua decisione.
Quando parla con i clienti mantiene sempre quel suo distacco professionale e motiva la sua decisione con grande fermezza e autocontrollo, quando invece parla con qualche collega, manifesta chiaramente la sua tristezza e la sua sofferenza nel dover chiudere questo capitolo della sua vita (capitolo che dura da 54 anni...).
Ora è uscito per provvedere alla sua cancellazione dall’albo e immagino che questo sia uno di quei passaggi che gli faranno rendere davvero conto di quello che sta facendo.
Venerdì mi ha salutato con un buffetto sulla guancia e gli occhi lucidi... è uno strazio vederlo così...
In compenso la collega arpia sta dando il meglio di sé per rendermi le giornate estremamente pesanti.
D’altronde, come si dice, non si può avere tutto. Se non ti stressano i capi, devono farlo le colleghe, è una di quelle leggi non scritte da cui non si scappa!
Ma è così per tutti??? 

