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martedì, 25 marzo 2008

Rientro...

E anche la Pasqua è passata.
Mi fa sempre uno strano effetto quando passo giorni interi ad organizzare qualcosa e poi in un attimo è tutto finito.
Non so, mi sembra che ci sia una gestione del tempo poco equa.
L’attività predominante, come era prevedibile, è stata la cucina.
Crescentine, risotti, polpette, torte, biscotti, pasticcini...
Avrei voluto fare qualche foto, ma ero troppo stanca.
L’ultima infornata di biscotti alla nutella l’ho fatta ieri sera dopo cena.
Dopo tutto questo lavorare, stanotte, invece che godermi sane e riposanti ore di sonno, ho sognato che tutto questo cucinare, scaldare, infornare, friggere, aveva fatto crepare le pareti della cucina e  per poco non mi crollava tutto in testa.

Mi aspettavo gli auguri da qualcuno, almeno un sms, invece sono stata bellamente ignorata. Ok, prendo atto. Non mi dilungo o potrei farmi davvero salire la rabbia.
Avrei voluto passare almeno un paio di pomeriggi al parco, ma c’era un freddo becco e quindi niente di niente.
In compenso mi sono dedicata al giardinaggio e sto cominciando a vedere i primi germogli delle mie piantine aromatiche.
Il problema è che so già che non riuscirò ad usarle in cucina, mi dispiace troppo tagliare quelle foglioline verdissime e profumate.
Pazienza, le userò come decorazione al mio balcone e come deterrente per le zanzare!

Che altro dire?
Riprendere la routine è sempre faticoso, anche se oggi è decisamente una giornata tranquilla.
Io, in compenso, non mi sento in formissima.
Ho una mezza voglia di seguire il percorso erboristico di Silvi...
Per ora aspetto di vedere come vanno le cose, tanto faccio sempre in tempo a cominciare.

Cosa resta? Ah sì!
Buona settimana!
 

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:24 | link | commenti (18)
categorie: vita, raccontando, festività
martedì, 18 marzo 2008

Di Bologna e dei suoi nuovi abitanti

Quando ero piccola scorrazzavo tra il cortile sotto casa e quello dei palazzi accanto.
Giocavo a pallavolo con i supertele usando il cancello d'entrata al mio condominio come rete.
Scendevo lungo il sentiero che costeggiava il Savena in cerca di sassi piatti da far saltellare sul pelo dell'acqua.
Andavo da sola a scuola, a catechismo, al bar a prendere il gelato o al negozio di alimentari a comprare il panino con la mortadella.
Passavo in campeggio 3 mesi consecutivi da giugno a settembre e tutti i weekend da aprile. Lì praticamente avevo una vita mia senza obblighi o limitazioni a parte la ferrea regola di non uscire dal campeggio senza permesso.
Potrei andare avanti a lungo raccontanto tutto quello che mi sentivo libera di fare senza paure.
Oggi, che sono adulta e che potrei fare liberamente quello che voglio senza più alcuna regola, se non quelle dettate dalla mie abitudini, mi ritrovo con meno sicurezza e meno fiducia.
E' vero che i tempi sono cambiati e che dagli anni 80 ad oggi sembra che il mondo sia impazzito, ma io resto sempre colpita da QUANTO tutto questo è cambiato.
Stamattina in ufficio è entrato un ragazzo che voleva a tutti i costi dei soldi.
Non ha suonato dal portone, ma direttamente dalla porta d'entrata. Non abbiamo modo di vedere chi ci sia fuori e così, per l'ennesima volta, ci siamo trovati di fronte un possibile pericolo.
All'inizio sembrava calmo e tranquillo ma ai ripetuti "no" del mio capo si è alterato e ha cominciato ad urlare.
Si sono insultati e spintonati finchè il ragazzo, arrivato alla porta, non l'ha presa a calci e l'ha sbattuta talmente forte da romperne una parte.
Hanno quindi proseguito per le scale con urli e minacce...
E io lì. Allibita. A domandarmi che cosa potrebbe succedere se un soggetto del genere entrasse con quella cattiveria quando io sono qui da sola. E capita spesso...
Non si può nemmeno lavorare in pace.

Da qualche parte, nel tempo, si è sbagliato davvero qualcosa.
Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:09 | link | commenti (17)
categorie: tristezza, raccontando, vita da ufficio
giovedì, 27 dicembre 2007

Rientro

Ho voluto prendermi una pausa dal blog almeno per le feste.
Non c’è un motivo particolare, è solo che durante il Natale (e tutti i giorni che lo precedono) sembra che non debba esistere altro, che tutte le nostre forze debbano essere spese per rendere quella giornata speciale e memorabile come mai nella vita.
In effetti, poi, quest’anno credo che passerà alla storia come il Natale più anonimo vissuto finora.
Tra parenti influenzati che disdicono all’ultimo momento e sorella che parte per l’Egitto con il fidanzato, mi sono ritrovata a festeggiare soltanto con mia mamma (come potrete immaginare non faccio parte di una famiglia numerosa).
Non che festeggiare con mia mamma sia un problema, ma avrei di gran lunga preferito sedermi a tavola circondata da quelle poche persone a cui sono legata.
Pazienza... sarà per la prossima volta.

Per completare l’opera il 22 Dicembre la mia caldaia ha deciso di lasciarsi morire dopo un anno nel quale non ha fatto altro che agonizzare.
L’intervento tempestivo del Sig. Stefano (tecnico di fiducia) ha permesso alla sottoscritta di non passare il Natale al freddo e al gelo, come recita la tradizione, in compenso sto passando tutte le mie notti con l’orecchio teso per paura di un suo peggioramento improvviso con grave conseguenza annessa (scegliete voi quale, io sono catastrofica e penso sempre alla peggiore!). In pratica non dormo due ore di fila da 5 giorni...

E poi – visto che non mi faccio mancare niente – stamattina il mio caro CARO motorino ha deciso di non partire, innescando un intreccio di rotture di scatole che non vi sto a raccontare, e che mi ha reso questo rientro in ufficio decisamente poco piacevole!
Va be’... anche se non è lo stato d'animo giusto, io sono un po’ giù...

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:53 | link | commenti (4)
categorie: chiacchiere, raccontando, natale, ufff
mercoledì, 24 ottobre 2007

Stranezze

Non so se ve l’ho già detto, ma io lavoro in uno studio legale.
Lunedì ho fatto da assistente al mio capo durante una riunione fiume, dalla quale sono uscita praticamente ubriaca. Più di tre ore per una transazione che tutto era, tranne che un tentativo di accordo pacifico tra le parti.
Presente, ovviamente, anche il legale della controparte, un giovane in carriera che, se me l’avessero chiesto, avrei giurato sulla mia testa di non aver mai visto prima di allora.
Stamattina tornano per un’ulteriore verifica e l’avvocato della parte avversaria mi si avvicina con un sorriso soddisfatto e mi parla a bassa voce.
"ora mi ricordo di lei... (la formalità con questi professionisti rasenta il ridicolo) lavorava allo studio XXX"
Io – decisamente sorpresa, visto che in quello studio ci lavoravo 10 anni fa – gli rispondo di sì, che sono io...
Lui continua: "e’ da lunedì che ci penso..." e mi sorride compiaciuto.
Io veramente ero parecchio stupita e non sono riuscita a dire altro che "be’.. complimenti... ha una memoria davvero eccezionale..."
Sono rimasta qualche istante a guardarlo come un’ebete, non oso immaginare che faccia io possa aver avuto...
Mi ha fatto ciao ciao con la mano mentre si chiudeva alle spalle la porta della sala riunioni.
Decisamente è la prima volta che qualcuno si ricorda di me dopo così tanto tempo e dopo avermi visto solo per pochi minuti.
Non so se essere lusingata o preoccupata.

[aggiornamento] Alla fine della riunione di stamattina, avevamo eliminato le formalità, visto che mi ha detto perentorio "ci diamo del tu! Facevamo così...".
Quelle parole devono aver aperto qualche scomparto della memoria perchè ho avuto chiare davanti agli occhi due immagini di lui giovanissimo praticante. Tipo veloci e improvvisi flashback da film. Una mentre mi viene presentato dal mio ex capo e l'altra mentre si sbraccia di fronte al mio vecchio studio per salutarmi...
Credo che dopo tutto possa sentirmi lusingata...
Se non altro significa che in 10 anni non devo essere cambiata poi molto!

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:45 | link | commenti (12)
categorie: ufficio, raccontando, curiosità
mercoledì, 03 ottobre 2007

Di necessità virtù

Ebbene... non l’avrei mai detto, ma stamattina ho preso coraggio e in sella alla mia bicicletta sono arrivata in ufficio. Ero un po’ preoccupata perché la strada che devo fare è molto trafficata e le bici non le considera nessuno.
Non mi impensieriva la fatica, pensavo che quel po’ di palestra che faccio ormai da un anno mi avesse aiutata a uscire dal letargo fisico in cui sono stata per anni, invece, con una punta di rabbia, ho notato che già dopo poco le gambe dovevano spingere parecchio per arrivare ad una velocità da potersi considerare decente. Ho provato anche a cambiare rapporti per vedere se magari potevo ottenere qualche agevolazione. Niente. Nel mentre tutti, ma proprio tutti i ciclisti sulla mia stessa strada, andavano più veloci di me. Persino la signora coi capelli cotonati e il cestino a fiori.
La mia autostima ha subito un crollo notevole.
Prima di arrivare in ufficio, mi fermo da un signore che ha una specie di negozio/cantina dove aggiusta le biciclette, e gli chiedo se mi può dare una gonfiata alle gomme.
Lui inizia a gonfiare e intanto dà un’occhiata alla bici.
Ne approfitto e gli faccio presente che il freno davanti è un po’ lento.
Allora lui appende la bici a dei ganci e inizia a guardarla.
Mi sistema il freno davanti e prova quello dietro.
"Signorina" di dice "anche quello dietro non va bene... fa il doppio della fatica così, ha perennemente la ruota frenata..."


Aggiungo questa chicca gentilmente suggeritami da Algol
Bisogna prenderla con spirito... 

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:04 | link | commenti (10)
categorie: chiacchiere, raccontando, bici, novità
martedì, 18 settembre 2007

Animali per casa

Nell'attesa di poter finalmente coronare il sogno di avere un gattino per casa (e speriamo di farcela prima o poi), convivo con due tartarughe che, al contrario di quanto si possa pensare, sono uno spasso. L'unico inconveniente è che da qualche tempo a questa parte quando ci avviciniamo si tuffano in acqua e si nascondono sotto la rampa che c'è nella tartarughiera. Non sono sempre state così paurose, da piccole prendevano addirittura il cibo direttamente dalle nostre mani
Questo, ovviamente, ci impedisce di vederle mentre fanno qualsiasi cosa che sia diversa dall'allungare il collo fuori dall'acqua e guardare il vuoto.
Per curiosare un po' nella loro vita privata, abbiamo pensato di posizionare la videocamera lì accanto e lasciarla riprendere per circa un'oretta... Dopo i vari litigi per la conquista del proprio spazio vitale, dopo gli innumerevoli sforzi fatti per stare sulla piattaforma all'asciutto, dopo aver cercato di sovrastarsi arrampicandosi sul carapace l'una dell'altra con tanto di rovinose cadute in acqua, ecco, dopo tutto questo, la stanchezza avanza e può scappare uno sbadiglio...

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 09:52 | link | commenti (20)
categorie: raccontando, tartarughe
lunedì, 10 settembre 2007

Vita da ufficio

Il Boss cessa l’attività.
Il 31 Dicembre sarà il suo ultimo giorno di lavoro.
In questa prima settimana di lavoro dopo le ferie, non abbiamo fatto altro che scrivere e telefonare per avvisare tutti di questa sua decisione.
Quando parla con i clienti mantiene sempre quel suo distacco professionale e motiva la sua decisione con grande fermezza e autocontrollo, quando invece parla con qualche collega, manifesta chiaramente la sua tristezza e la sua sofferenza nel dover chiudere questo capitolo della sua vita (capitolo che dura da 54 anni...).
Ora è uscito per provvedere alla sua cancellazione dall’albo e immagino che questo sia uno di quei passaggi che gli faranno rendere davvero conto di quello che sta facendo.
Venerdì mi ha salutato con un buffetto sulla guancia e gli occhi lucidi... è uno strazio vederlo così...

In compenso la collega arpia sta dando il meglio di sé per rendermi le giornate estremamente pesanti.
D’altronde, come si dice, non si può avere tutto. Se non ti stressano i capi, devono farlo le colleghe, è una di quelle leggi non scritte da cui non si scappa!
Ma è così per tutti???

mercoledì, 08 agosto 2007

Drrriiiiiinnnnnn!!!

Stamattina, per migliorare il mio umore di metà settimana, sono stata svegliata alle 6,30 dallo squillo del telefono di casa. Posto che mia mamma, da brava ansiosa pessimista, per anni ha insistito sul fatto che se il telefono suona ad orari improbabili è solo per dare brutte notizie, sono schizzata fuori dal letto come se stesse prendendo fuoco e sono corsa a rispondere.
"Ciao Cosima, sono Anna!!!" – con voce ultracentenaria, ma sveglia da ore.
Allora, secondo voi cosa posso aver risposto ad una vecchina insonne che chiama l'amica (sorella, cognata, vicina, badante...), a quell'ora della mattina quando, oltretutto, sarà già la ventesima volta che cercano sta COSIMA al mio numero?
Meglio che non ve lo dica...
Sono tornata a letto con il cuore ancora a mille e sono riuscita ad addormentarmi che mancava poco al suono della sveglia, ma sono lo stesso riuscita a sognare che finivo in mezzo ad una manifestazione violenta nel centro di Bologna e che mi prendevano a PALLONATE!
Ho decisamente bisogno di ferie.

Buongiorno.

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:03 | link | commenti (13)
categorie: vita, sogni, stress, raccontando, buongiorno, buonanotte, ferie, ufff
mercoledì, 11 luglio 2007

Visioni...

Negli ultimi giorni ho fatto una scorpacciata di film.
Sono partita con "Notte prima degli esami – oggi" e devo dire che è stato entusiasmante come un calcio negli stinchi. Ogni dieci minuti guardavo l’orologio per capire quanto mancasse alla fine.
Senza contare gli sbadigli.
Nonostante nemmeno la versione anni ’80 del film mi abbia fatto impazzire, posso tranquillamente affermare che al confronto è capolavoro.
Brutto. Veramente brutto.

Sabato sera è stato il turno di "V per Vendetta".
Che dire? Originale con i suoi dialoghi profondi e ricercati, toccante per la importante componente emotiva che è chiara ed evidente per tutto il film, astuto e manipolatore il protagonista che riesce a farti capitolare davanti alla sua disarmante sincerità anche quando è profondamente duro e cattivo.
Molte le metafore da cogliere e, devo dire, anche molto brava Natalie Portman che io di solito non amo particolarmente.
Consigliato.

La terza serata film è stata dedicata a Sean Penn con "Mi chiamo Sam".
Di solito quando la storia gira attorno ad un personaggio con problemi gravi di salute, io sono sempre un po’ restia a lasciarmi convincere. Non mi piace passare due ore col magone o con sempre con quella sensazione che al buono di turno possa capitare qualcosa di irreparabile. Questa volta, però, è stato differente. La storia non è concentrata sulle difficoltà generate da una malattia, ma dal profondo rapporto tra un padre, molto lontano dagli standard a cui siamo abituati, e la sua bellissima e sveglissima (forse un po’ troppo) bambina. In pratica è una storia d’amore di quelle che ti fanno riflettere, non di quelle che ti vogliono impressionare.
Tutto ha il giusto peso... Davvero bello.

Per finire, siccome domenica c’è da vedere il terzo episodio dei Pirati dei Caraibi all’Arena estiva, ieri sera, per mettermi in pari, mi sono goduta "La maledizione del forziere fantasma". Capitan Sparrow è il mitico personaggio buffo che tutti ormai conosciamo, quindi sono andata sul sicuro. Non stravedo per Keira Knightley, ma non è un grosso problema visto che la sua parte non è fondamentale.
Buffi i due ex pirati maledetti, ora redenti, e davvero schifosa tutta la ciurma dell’Olandese Volante. Con il trucco si sono dati davvero da fare e il risultato è ottimo!
Mantiene bene lo stile del primo episodio, ora vedrò come sarà venuto il terzo.

Qualcosa da consigliare?
Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 11:30 | link | commenti (14)
categorie: film, chiacchiere, raccontando
lunedì, 09 luglio 2007

Ciao Briciola!

Purtroppo il resoconto del weekend peloso, miagoloso e coccoloso non è dei migliori.
L’arrivo di Briciola è stato tranquillo e abbastanza prevedibile. Ha girato la casa in lungo e il largo per ambientarsi e curiosare. La mia amica D. e il suo moroso erano assolutamente tranquilli che la micia si sarebbe comportata bene e che non ci sarebbero stati problemi di sorta.
Ho spostato tutti gli oggetti fragili a rischio, ho coperto i divani, sistemato le sue ciotoline in un angolino della cucina, la copertina sulla quale dorme era ben disposta in un angolo del corridoio e la sua cassettina pronta e pulita sotto il lavandino del bagno. Sembrava tutto a posto, infatti la coppietta felice parte per il mare più che tranquilla.
La serata trascorre bene, era un po’ strano vedere questa ombra silenziosa che vagava per casa, ma era una bella sensazione. La micia si addormenta un po’ sul divano e un po’ sul pavimento. Pensiamo che stia bene quindi adiamo a letto anche noi. Verso le 3 di mattina sentiamo che gratta contro la porta della camera. Mi alzo la coccolo un po’, lei miagola, un miagolio strano, molto più simile ad un lamento. Cerco di calmarla. La rimetto sulla sua copertina, l’accarezzo, sto lì con lei finchè non mi sembra che la situazione sia tornata normale. Torno a letto e mi riaddormento. Tempo mezz’ora e la gatta inizia di nuovo a lamentarsi. Allora prova ad alzarsi Andrea e a ripetere quello che avevo già fatto io: coccole, carezze, ma stavolta la micia non smette. I miagolii lamentosi si fanno sempre più acuti e sempre più ravvicinati. Mi alzo anch’io e in due cerchiamo di capire cosa avesse e se ci fosse il modo di farla calmare. Niente. Continua imperterrita a miagolare sempre più forte. Dopo quasi due ore di questo strazio inizia ad arrampicarsi su tutti i mobili che le potessero essere utili per guardare fuori da una finestra, passa correndo dalla terrazza alla porta d’ingresso come se si sentisse soffocare. Ora non si fa nemmeno prendere, schizza via come se fosse indiavolata. Quando, alla fine, cerca di infilarsi nel trasportino chiuso, pensiamo che non ci sia più niente da fare. La gatta lì non vuole stare. Essendo le 4.45 di mattina, non ci resta che infilarla nel trasportino e portarla fuori (anche perché miagolava talmente forte che sicuramente l’hanno sentita in tutto il palazzo).
Inizialmente sembra più calma, ma dopo una ventina di minuti di passeggiata inizia di nuovo con i lamenti. Verso le 5 mi decido e chiamo D. per cercare almeno di capire se si potesse far qualcosa per calmarla, anche perché aveva preso ad ansimare e a batterle il cuore talmente forte che pensavo sarebbe stata veramente male! D., sentendola così agitata, risponde che con lei non ha mai fatto così e che, probabilmente, è colpa della nostalgia di casa, come avevamo immaginato anche noi.
In poche parole un’oretta dopo D. è sotto casa mia (sono le 6.15) a riprendersi la micia... Povera...
Lei è dispiaciutissima perché Briciola ci ha fatto passare la notte in bianco, io e Andrea siamo amareggiati per l’insuccesso e perché speravamo proprio di poter passare questo week end in compagnia di quella meravigliosa gattina...
Voleva andare a casa sua, non c’è stato niente da fare...
E poi dicono che i gatti non si affezionano. Tzè.




Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 12:02 | link | commenti (11)
categorie: vita, esperienze, gatti, chiacchiere, weekend, raccontando, sospiri