...in the land of the morning star...
Alla fine mi sono decisa e ho privatizzato.
Tutti i blogamici che leggo quotidianamente sono stati invitati, altri se ne aggiungeranno.
In questo momento preferisco una condivisione selettiva.
Questa settimana non comincia benissimo.
D’altronde non si può sperare che l’umore ottimo e la positività duri poi tanto.
Quindi, come nelle migliori tradizioni di equilibrio karmico, eccomi a confessare che oggi sono moooooooooolto arrabbiata e il motivo è semplice: venerdì notte mi hanno rubato lo scooter.
Il che significa prendere l’autobus 4 volte al giorno, non riuscire ad andare in palestra, arrivare perennemente in ritardo (anche stamattina ho aspettato alla fermata la bellezza di 22 minuti) e non riuscire più ad avere il tempo di fare tutte quelle piccole faccende che servono per sopravvivere decentemente. Tanto per dirne una: la spesa. Se non mi munisco in fretta di un nuovo mezzo di trasporto non avrò nemmeno il tempo di andare a comprarmi il pane.
Umpf!
Nell’ufficio dove lavoravo anni fa, capitò di far iniziare ad una tizia decisamente strana, il periodo di prova per un’eventuale assunzione.
Questa, dopo due soli giorni, ad un certo punto del pomeriggio iniziò a vestirsi per uscire.
La guardammo tutte un po’ stupite e le chiedemmo dove stesse andando.
Per tutta risposta lei confessò candidamente che stava andando a prepararsi per la cena di anniversario con il suo fidanzato.
Uscì 10 secondi dopo, lasciando tutte senza parole.
Successe poi - tanto per inquadrare bene il tipo di persona - che prese l’influenza.
La prassi normale, dico io, è quella di chiamare il datore di lavoro e di avvisarlo dell’assenza.
A quanto pare, però, non per tutti l’associazione di idee è così immediata.
Lei pensò bene di non presentarsi e basta. Dopo tre ore di attesa vana, un’altra collega si decise e la chiamò. Dall’altro capo della cornetta lei esordì dicendo, con tono scocciato, che non è certo chi sta male che deve prendersi il disturbo di comunicare il proprio malessere. Le parole esatte furono: “si è mai visto che un malato telefona per avvisare di come sta? Sono le persone che gli stanno accanto che devono informarsi!”.
(aggiungo, tra parentesi, che questa è la stessa persona che in una prima nota scaricò 47.100 lire come spesa di spedizione tramite corriere, e la collega dell’amministrazione ci mise due settimane a far quadrare i conti perché 47100 non era altro che il CAP della città di destinazione della spedizione e non la spesa...
).
Insomma... tutta questa premessa perché speravo di non dovermi più trovare in situazioni simili.
E invece...
La mia adorata collega attuale è assente da ben 7 giorni perché – dice lei – si è presa l’influenza e nessuno sa se e quando tornerà. Fare una telefonata costa troppa fatica. Io mi sono già defilata tre volte solo stamattina perché non ho nessuna intenzione di chiamarla e di sentire la sua stridula vocina. Tanto più che in questi 7 giorni mi sono dovuta sorbire anche tutto il suo lavoro.
Poi mi domando perché sono stanca.
E nervosa.
Ed è solo lunedì!
UMPF!!! 
Il freddo di questi giorni è come una doccia gelata. Aprire il portone di casa è come infilarsi dentro il congelatore. In qualche modo io credo di esserci abituata, sono anni e anni che mi sposto in motorino con ogni tipo di clima, ma quello a cui non riesco a fare l'abitudine sono le persone che viaggiano sulla mia stessa strada.
La mattina è normale che si sia storditi dal sonno soprattutto se, come me, si ha la malsana abitudine di alzarsi all'ultimo momento, però, per la miseria, non sono invisibile.
Questa mattina mi è stata brutalmente tagliata la strada da un fenomeno che ha ben pensato che non fosse necessario controllare gli specchietti prima di gettarsi a pesce nella corsia accanto.
Mi ero già vista un tutt'uno con la sua portiera.
Nel momento stesso in cui capisci che il pericolo è scampato, senti chiaramente salire un istinto omicida che nemmeno pensavi di avere. La violenza pura si impossessa di te e nella tua mente si susseguono immagini di torture immani che potresti infliggere a quell'essere inutile che ti ha tolto anni di vita per lo spavento. Partendo da una violenta testata (senza, ovviamente, toglierti il casco), e finendo con un trinciapollo ben affilato... (lasciate vagare la fantasia e immaginatene l'uso).
Ebbene, naturalmente nulla di tutto questo è possibile. L'unico sfogo consentito è quello verbale, e anche lì, lasciando scorrere la fantasia, si potrebbero inventare innumerevoli e fantasiosi appellativi per lui e per tutta la sua famiglia, da qui ai prossimi 800 anni. Ma no, non sempre la rabbia aiuta la mente a lavorare.
Nel delirio di tachicardia e fremito alle mani, stamattina mi sono girata verso quell'essere che vive su questa terra abusivamente e, con tutto il disprezzo e l'odio di cui sono stata capace, gli ho sputato in faccia un... SEI UN... (pausa per trovare un "complimento" adatto alla faccia che si ritrova)... UN... BABBANO!!!!!
Questa è stata la sua espressione in risposta.
D'altronde cosa rispondi a una pazza con gli occhi iniettati di sangue che ti urla che sei un BABBANO?
Con tutte le possibilità che avevo questo è quello che la mia mente ha scelto. Il perché? Vorrei taaaaaanto saperlo...
(P.S.: sì, potrei fare uno "scivolone" alla Ultimo Bacio... Ma un sì detto così, non rende l'idea...)
Sto litigando con internet da oltre una settimana.
Al 191 dicono che è un problema a livello nazionale, non so se crederci o no, fatto sta che non riesco a navigare per più di 5 minuti consecutivi. Scrivere queste due righe mi ha causato un travaso di bile e un principio di ulcera.
Cosa volessi scrivere in questo post è andato perduto durante gli innumerevoli tentativi di aggiornamento pagina, quindi mi limito ad indagare: tra di voi c’è qualcuno che usa ADSL Telecom e riscontra gli stessi problemi? Se è un guasto NAZIONALE, ci sarà pure qualche altro fortunato eletto, che non riesce a navigare (chissà se mi lascia il tempo di inviare il messaggio prima di crollare di nuovo!)