...in the land of the morning star...
Ho voluto prendermi una pausa dal blog almeno per le feste.
Non c’è un motivo particolare, è solo che durante il Natale (e tutti i giorni che lo precedono) sembra che non debba esistere altro, che tutte le nostre forze debbano essere spese per rendere quella giornata speciale e memorabile come mai nella vita.
In effetti, poi, quest’anno credo che passerà alla storia come il Natale più anonimo vissuto finora.
Tra parenti influenzati che disdicono all’ultimo momento e sorella che parte per l’Egitto con il fidanzato, mi sono ritrovata a festeggiare soltanto con mia mamma (come potrete immaginare non faccio parte di una famiglia numerosa).
Non che festeggiare con mia mamma sia un problema, ma avrei di gran lunga preferito sedermi a tavola circondata da quelle poche persone a cui sono legata.
Pazienza... sarà per la prossima volta.
Per completare l’opera il 22 Dicembre la mia caldaia ha deciso di lasciarsi morire dopo un anno nel quale non ha fatto altro che agonizzare.
L’intervento tempestivo del Sig. Stefano (tecnico di fiducia) ha permesso alla sottoscritta di non passare il Natale al freddo e al gelo, come recita la tradizione, in compenso sto passando tutte le mie notti con l’orecchio teso per paura di un suo peggioramento improvviso con grave conseguenza annessa (scegliete voi quale, io sono catastrofica e penso sempre alla peggiore!). In pratica non dormo due ore di fila da 5 giorni...
E poi – visto che non mi faccio mancare niente – stamattina il mio caro CARO motorino ha deciso di non partire, innescando un intreccio di rotture di scatole che non vi sto a raccontare, e che mi ha reso questo rientro in ufficio decisamente poco piacevole!
Va be’... anche se non è lo stato d'animo giusto, io sono un po’ giù...


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Bene bene. Anche l'ultimo giorno di lavoro è arrivato.
Oggi pomeriggio me lo sono preso libero, che non ne ho veramente più voglia.
Stamattina già lo so che sarà leeeeeeeeeenta... 
Mi aspetta la tremenda decisione di cosa preparare per la cena della vigilia, visto che a casa mia sono l'unica che può serenamente dire di saper cucinare. Le altre donne di casa al massimo sanno riscaldare o scongelare. E' poi per questo che io so cucinare, un giorno ho realizzato che se non mi fossi data una mossa avrei passato il resto della vita nutrendomi di sofficini o bastoncini findus. Nelle giornate di festa mi sarei anche potuta concedere un sacchetto di 4 salti in padella. Yuppiduuu!
Ho cercato diverse volte di rifare i conti dei regali che ho preso, per capire se ho tralasciato qualcuno, ma proprio non riesco ad arrivarci in fondo. Pace. Spero di non essermi dimenticata nessuno e se l'ho fatto cercherò di rimediare.
Ok, tutta questa premessa sconclusionata semplicemente perché voglio lasciare a tutti voi i miei più sinceri auguri di Buon Natale. Per quelli di Capodanno ripasserò, che non riesco mica a star lontana da qui per così tanto tempo! 
Grazie a Donatella per la gif carinissima...
BUON NATALEEEEEEEEEEE!!!

Quest'anno i buoni propositi sono arrivati prima dellinizio di Gennaio.
Ho rinnovato labbonamento in palestra e domani si ricomincia.
Babbo Natale mi ha anche fatto un regalo in anticipo: iscrizione annuale e prima mensilità, gratuite!
Praticamente sono uscita avendo speso l’onestissima cifra di 41 € obbligatori per l'assicurazione.
Non potevo desiderare di meglio!
A proposito di desideri... voi cosa vorreste per Natale?
Mi è stato chiesto che cosa mi sarebbe piaciuto trovare sotto l’albero e non ho saputo rispondere!
Che abbia veramente tutto quello che mi serve?
Ne dubito... Secondo me sono solo nella confusa fase pre natalizia che annienta tutte le idee!
Questo spiegherebbe anche come mai non ho ancora comprato nemmeno un regalo...

Ho bisogno di spunti!!! E poi sono tremendamente curiosa...
Forza... carta e penna in mano. Lasciate il vostro desiderio appeso all'albero.
C’era una finestra, rivolta verso la strada, che lampeggiava di luci gialle, rosse e blu che sapevano di Natale. Tre piccoli pacchi dorati appesi al vetro. Una terrazza traboccante di luccichii di plastica colorata a forma di palle da golf. Un piccolo, minuscolo albero addobbato di tutto punto, sistemato sul mobile delle cianfrusaglie. Si illuminava lentamente, come se facesse fatica a prendere il ritmo della festa che lo voleva protagonista e si spegneva altrettanto debolmente come per dare il tempo di abituarsi all’idea. Lui, così piccolo e consumato, eppure così fondamentale per quei due piccoli e incantati occhi che lo riconoscevano una volta girato l’angolo della strada.
Quell’angolo colorato spiccava regalando vita al gigantesco condominio grigio e rosso.
Quella era Casa. L’unica.
Ho in mente una quantità smisurata di immagini legate a sensazioni di calore e affetto quasi palpabili. Calore e affetto che si respiravano, che ti avvolgevano, che ti cullavano e il mattino dopo erano ancora lì, pronti a vestirsi di immagini per regalarti ricordi nuovi.
Ogni volta che ci penso mi dispiaccio di non aver nemmeno una foto di quei momenti.
E’ tutto nella mia testa.
Sì, è lì che i ricordi stanno e devono stare, ma la mente – la mia sicuramente – subisce gli sbalzi emotivi, accavalla le immagini, scompone i desideri, taglia i suoni, mischia verità e bugie...
Prima o poi, è inevitabile, si perde qualcosa (meglio non quantificare) per strada.
Chissà se un giorno, qualche pazzo patito della tecnologia, riuscirà ad inventarsi un oggetto che, sistemato, che so, sugli occhi, sarà in grado di catturare l’immagine a cui stiamo pensando in quel momento... e chissà che immagine verrebbe fuori se lo potessi fare io adesso...
