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Mi sono seduta in prima fila con gli occhi puntati verso quel piccolo palco pieno di strumenti e di grosse casse. Ho persino pensato che sei persone non ci sarebbero potute stare comode tutte insieme.Uno alla volta ognuno ha preso il proprio posto e Tommy ha afferrato timidamente il microfono dando un’occhiata alla piazza ormai piena.
"Noi siamo i Perturbazione, veniamo da Torino e facciamo musica triste, tristissima, ma gioiosamente!"
Parte così il concerto, con una delle tante canzoni lente, con la voce calda e profonda di quello strano soggetto che è il loro cantante.
Lo guardo, lo fisso, lo osservo. Si muove in maniera familiare, ha occhi e mani che quasi conosco.
Sanno di sogni infranti e di desideri inesauditi, anche se ora non fanno più male. Non è colpa sua, ovvio, ma nella mia mente è prepotente l’emozione e, forse, anche un po’ la nostalgia. Non guarda i tanti occhi che lo stanno apprezzando, tiene lo sguardo alternativamente sul palco e verso il suo gruppo. Forse cerca la forza dei momenti delle dure prove che daranno soddisfazione. Ogni canzone è un brivido, il cellulare perennemente in mano per immortalare quanti più istanti possibili. Cellulare che raccoglie anche le vibrazioni della condivisione a distanza. Insisto con lo sguardo e scopro una voglia bianca tra i suoi capelli. Particolare segno distintivo... mi piace. Sorrido. Canto, ma a bassa voce, quasi a non voler interferire. Un’ora e mezza vola. Manca la mia canzone preferita, ma dopo tanti brividi non è quasi più importante.
Il saluto è quasi commozione.
Ho vissuto un’emozione grande, una di quelle che ti estranea, che ti coccola, che ti fa sentire leggera e al sicuro.
Non è possibile spiegarla per intero e in verità non voglio nemmeno.
E’ mia e voglio tenerla stretta e godermela finché dura...
(Le foto sono prese dal loro Flickr)
P.S.: se qualcuno sapesse dirmi il titolo della poesia recitata durante il concerto, mi farebbe davvero un grande favore.
Sono un po' sull'allegro andate...
Non che ci voglia molto con me, perchè già un paio di birre mi fanno ondeggiare.
Infatti così è stato.
Serata davvero carina con tanti ricordi e tante, tante risate.
Sono contenta di aver mantenuto certe amicizie in apparenza secondarie che nel tempo, invece, si sono rivelate preziose, mentre, spesso, quelle che ritieni indispensabili, si perdono per strada...
Ondeggio e non è facile riuscire a scrivere, ma ho una bella sensazione nel cuore e un sorriso sulle labbra, quindi voglio scriverlo e ricordarmelo.
Questa settimanta è stata delirante, ma c'è sempre qualcosa da salvare.
Un grazie, una risata serena, un abbraccio sincero, un regalo di compleanno che ha fatto tanto piacere, e l'ho visto che è stato gradito...
Dormirò bene stanotte, fatelo anche voi.
[...] son passate le tre e mezza del mattino
lentamente il cielo volge al chiaro
chiudo gli occhi e cerco il buio come un faro
il fantasma del passato è andato via [...]
Stamattina ho caldo come se fosse luglio e quindi sono stanca come se non dormissi da una settimana.
Il massimo che posso scrivere è qualche blando aggiornamento.
La mia tartarughina si è ripresa alla grande.
Alla fine, come pensavo, quello che vedevo era il segno di un morso.
Una delle due è talmente vorace che può benissimo aver scambiato la spalla della sua compagna per un gamberetto!
Sabato sono andata a sentire se potevo prenderne un'altra, una piccola cucciola appena nata, ma me l'hanno sconsigliato perché o crescono insieme o rischiano di bisticciare pesantemente.
Nonnismo da tartarughiera, insomma.
La dieta si può riassumere in due brevi concetti: 1) fatica a mille, 2) risultati a zero (o quasi), in due mesi ho perso due chili. Dicono che questo sia il metodo giusto per non rischiare di riprendere in poco tempo il peso perso, per a livello di soddisfazione personale è parecchio frustrante.
Stasera spezzo la routine andandomene al concertino di Moltheni a Ferrara...
Non so cosa darei per una pizza...