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lunedì, 09 luglio 2007

Ciao Briciola!

Purtroppo il resoconto del weekend peloso, miagoloso e coccoloso non è dei migliori.
L’arrivo di Briciola è stato tranquillo e abbastanza prevedibile. Ha girato la casa in lungo e il largo per ambientarsi e curiosare. La mia amica D. e il suo moroso erano assolutamente tranquilli che la micia si sarebbe comportata bene e che non ci sarebbero stati problemi di sorta.
Ho spostato tutti gli oggetti fragili a rischio, ho coperto i divani, sistemato le sue ciotoline in un angolino della cucina, la copertina sulla quale dorme era ben disposta in un angolo del corridoio e la sua cassettina pronta e pulita sotto il lavandino del bagno. Sembrava tutto a posto, infatti la coppietta felice parte per il mare più che tranquilla.
La serata trascorre bene, era un po’ strano vedere questa ombra silenziosa che vagava per casa, ma era una bella sensazione. La micia si addormenta un po’ sul divano e un po’ sul pavimento. Pensiamo che stia bene quindi adiamo a letto anche noi. Verso le 3 di mattina sentiamo che gratta contro la porta della camera. Mi alzo la coccolo un po’, lei miagola, un miagolio strano, molto più simile ad un lamento. Cerco di calmarla. La rimetto sulla sua copertina, l’accarezzo, sto lì con lei finchè non mi sembra che la situazione sia tornata normale. Torno a letto e mi riaddormento. Tempo mezz’ora e la gatta inizia di nuovo a lamentarsi. Allora prova ad alzarsi Andrea e a ripetere quello che avevo già fatto io: coccole, carezze, ma stavolta la micia non smette. I miagolii lamentosi si fanno sempre più acuti e sempre più ravvicinati. Mi alzo anch’io e in due cerchiamo di capire cosa avesse e se ci fosse il modo di farla calmare. Niente. Continua imperterrita a miagolare sempre più forte. Dopo quasi due ore di questo strazio inizia ad arrampicarsi su tutti i mobili che le potessero essere utili per guardare fuori da una finestra, passa correndo dalla terrazza alla porta d’ingresso come se si sentisse soffocare. Ora non si fa nemmeno prendere, schizza via come se fosse indiavolata. Quando, alla fine, cerca di infilarsi nel trasportino chiuso, pensiamo che non ci sia più niente da fare. La gatta lì non vuole stare. Essendo le 4.45 di mattina, non ci resta che infilarla nel trasportino e portarla fuori (anche perché miagolava talmente forte che sicuramente l’hanno sentita in tutto il palazzo).
Inizialmente sembra più calma, ma dopo una ventina di minuti di passeggiata inizia di nuovo con i lamenti. Verso le 5 mi decido e chiamo D. per cercare almeno di capire se si potesse far qualcosa per calmarla, anche perché aveva preso ad ansimare e a batterle il cuore talmente forte che pensavo sarebbe stata veramente male! D., sentendola così agitata, risponde che con lei non ha mai fatto così e che, probabilmente, è colpa della nostalgia di casa, come avevamo immaginato anche noi.
In poche parole un’oretta dopo D. è sotto casa mia (sono le 6.15) a riprendersi la micia... Povera...
Lei è dispiaciutissima perché Briciola ci ha fatto passare la notte in bianco, io e Andrea siamo amareggiati per l’insuccesso e perché speravamo proprio di poter passare questo week end in compagnia di quella meravigliosa gattina...
Voleva andare a casa sua, non c’è stato niente da fare...
E poi dicono che i gatti non si affezionano. Tzè.




Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 12:02 | link | commenti (11)
categorie: vita, esperienze, gatti, chiacchiere, weekend, raccontando, sospiri