...in the land of the morning star...



e non vedo l'ora di poter consegnare il mio regalo, così mi passa quest'ansia che mi prende ogni volta che azzardo con le sorprese!!!Mi sono resa conto che questo viaggio mi ha emozionata più del previsto e me ne accorgo dal fatto che faccio fatica a trasformare le immagini e i pensieri in parole...
Probabilmente conta anche la voglia infinita che avevo di fare un viaggio con Andrea, e già dai primi passi mossi oltre la stazione mi sono accorta che avrei passato delle giornate stupende.
Ogni angolo importante della città è servito benissimo dai mezzi pubblici; noi abbiamo preferito la metro perché avevamo a disposizione pochi giorni e non volevamo sprecare tempo (lo dimostra anche il fatto che dopo 9 ore di viaggio notturno senza chiudere occhio ci siamo messi subito in marcia per iniziare il nostro tour, senza nemmeno mezz’ora di riposo!).
Alloggiavamo nel quartiere dei musei, quindi praticamente in pieno centro, ma nonostante le numerose guide e le due cartine, ci abbiamo messo un po’ a capire come orientarci. Ogni volta che alzavamo gli occhi c’era qualcosa da guardare, un particolare da immortalare, una scultura o un palazzo da ammirare. I Viennesi sono decisamente cordiali, un signore si è anche offerto di aiutarci vedendoci in difficoltà con la cartina in mano e lo sguardo perso. I palazzi sono tutti immensi e molto curati e puliti. Gli automobilisti vanno per le strade come dei folli, velocità parecchio elevata anche in piena città, ma c’è da dire che hanno molto rispetto per i pedoni e non ho mai visto compiere un’infrazione.
D’altro canto anche i pedoni sono molto diligenti e nessuno passa se il semaforo non dà il permesso.
Anche nella via più trafficata o nel locale più affollato non si sente quel cicaleccio odioso che sono abituata a sopportare qui.
L’inglese è ben conosciuto e farsi capire è abbastanza semplice.
Il cibo è ottimo, i dolci, poi, sono veramente la loro specialità. Sparsi per tutta la città (soprattutto nei sottopassaggi delle principali stazioni della metro) ci sono diversi negozi tipo le nostre panetterie/pasticcerie. In particolare abbiamo notato due catene, la Anker e la Ströck. La seconda è nettamente migliore, i prodotti sono sempre freschissimi e le dimensioni dei dolci notevoli. Con una sola brioche comprata lì, state tranquillamente sazi fino a pranzo!
Una delle prime chiese che abbiamo visto è stata quella di S. Carlo (Karlskirche), me la ricordo bene perché gli ingegnosi Viennesi, per ripagarsi la costosa ristrutturazione interna, hanno pensato bene di far installare tra i ponteggi un ascensore panoramico che arriva fino alla cupola (con 6€ si ha l’accesso alla chiesa, l’apparecchio per l’audioguida e il pass per il museo interno). Per i più coraggiosi, oltre l’ascensore, ci sono alcune rampe di scale per avvicinarsi ulteriormente agli affreschi. Io, da brava fifona con ginocchia di gelatina, ho guardato al massimo il pavimento dell’ascensore e arrivata in cima mi sono messa nell’unico punto dal quale non si potesse vedere giù... Il mio tentativo di terapia d’urto è miseramente fallito!!!
Altra meta da non perdere è il parco giochi del Prater, nella zona sud-est della città.
Forse avrete visto nelle foto la ruota panoramica. E’ davvero enorme e alcune cabine sono arredate per poterci pranzare in due o più passeggeri. Ovviamente gli arredi hanno differenti dettagli e differenti costi (a mio parere molto proibitivi, ma visto che non si fa tutti i giorni...).
Le attrazioni sono davvero tantissime e tutte sfidano allegramente chi soffre di vertigini come me...
Vicino a questa deliziosa e immensa zona divertimenti, c’è il cimitero centrale.
Due milioni e mezzo di tombe. Di una vastità incalcolabile.
Talmente vasto che a perdersi ci si mette un secondo (ehm...). Fortuna che, viste le dimensioni, c’è un autobus che percorre quasi tutto il cimitero come mezzo per una visita guidata (o per recuperare poveri turisti zuppi di pioggia nella zona opposta all’uscita!).
I negozi sono concentrati in un’unica via (infinita) che è la MariaHilferStraße.
Da una parte e dall’altra della strada solo negozi negozi negozi. Doveva esserci anche un megastore della Virgin, ma non l’abbiamo trovato. Siamo dovuti tornare a casa senza i due ricordi di Vienna che ci eravamo promessi: un cd e un puzzle per la nostra collezione.
I prezzi assomigliano molto a quelli di Bologna, quindi non è proprio una città economica, soprattutto i souvenir sono davvero cari. Se poi volete comprarli nel negozio sotto la ruota panoramica, allora armatevi di carta di credito ben fornita. Una misera calamita da frigorifero sfiora i 10€.
La birra è buona. Siamo andati a fiducia perché non ne conoscevamo nemmeno una e devo dire che sono rimasta soddisfatta.
Ora mi fermo perché se no rischio di scrivere altrettanto.
Aggiungo solo due righe sulle stranezze che ho notato.
Prima di tutto non esistono né tapparelle né scuri né persiane di qualsiasi tipo... Per me è quasi impossibile pensare di vivere dove non possa decidere di fare buio!
La seconda particolarità riguarda i pub. Con la birra ti portano una ciotolina di arachidi da pulire e tutti i croccanti e scricchiolanti gusci vuoti vanno gettati a terra. Abbiamo raggiunto il nostro tavolo calpestando un pavimento che sembrava di ghiaia e quando la cameriera ha notato che i nostri gusci erano sul tavolo, è arrivata risoluta e ce li ha gettati a terra invitandoci (obbligandoci) a fare altrettanto. Boh...
Terzo ed ultimo appunto riguarda i bagni. Tralasciamo il fatto che non esista il bidet, ce lo aspettavamo, ma i water, be’... quelli sono davvero strani. Non sto qui a descriverli, sappiate solo che sono studiati in modo da evitare... che qualsiasi... cosa... possa raggiungere l’acqua provocando rumore!
P.S.: Tzu, se ti serve sapere altro io sono qui 