...in the land of the morning star...
Ho trovato per caso notizia di questa iniziativa che trovo davvero simpatica e curiosa.
Io ci ho perso qualche minuto e, con semplicità e zero pretese, ho lasciato il mio mini romanzo.
Perché non provate?
Mi piacerebbe leggere i vostri scritti e scoprire la vostra vena artistica!
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La nostra colazione
Sorsi di sole, morsi di labbra.
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oppure
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Solitudine
Inghiottì il silenzio, sputò amaro.
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(P.S.: Continuate a tenere gli incroci, eh??
P.P.S.: il blog torna pubblico, ma non disabilito gli invitati perchè potrei ancora cambiare idea. Vediamo come va...)
Stanotte, dopo anni che non succedeva, ho sognato il mio adorato nonno.
Tenero, premuroso, calmo e immensamento colmo di attenzioni per me, proprio come quando era qui. Io ero un po' stupita nel vederlo, capivo che qualcosa non tornava, ma la felicità che provavo era talmente forte da allontanare ogni domanda.
Quando ho realizzato, aprendo gli occhi, che oggi è San Giuseppe, ho sorriso.
So che magari è sdolcinato e poco probabile, ma io so che lui è stato il mio papà, e stanotte è venuto a prendersi i suoi auguri...
Tra tutte le mail e i messaggi che mi sono arrivati da stamattina, questo è il migliore:
La donna uscì dalla costola dell'uomo: non dai piedi per essere calpestata,
nè dalla testa per essere superiore, ma dal lato per essere uguale , sotto
il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata...
E' melenso, chissenefrega.
Magari fosse sempre davvero così.
Vorrei solo precisare che, salvo una sola eccezione (*), ho ricevuto auguri soltanto da donne.
Non aggiungerò altro, che oggi le fesserie e le cattiverie su questa ricorrenza si sono sprecate.
Divertitevi tutte!
(Sempre, però!)
*anzi, due.
Insieme al triste anniversario che ricorre oggi, si accompagnano i ricordi di alcuni momenti preziosi. Momenti durante i quali ti accorgi di chi vale veramente nella tua vita.
Dopo avermi dato la notizia, mi dissero di uscire subito di casa perché lui non doveva sapere quello che per noi era ormai una devastante realtà. Presi le scale di corsa e venni a bussare alla tua porta. Avevo bisogno di un abbraccio nel quale rifugiarmi e sfogarmi e lo trovai. Nessuna domanda finchè non fui pronta a parlare, anche se nei tuoi occhi si leggeva la preoccupazione.
Tornai a casa respirando un po’ meglio e avendo riacquistato un minimo di equilibrio.
Nei sette mesi che seguirono facesti tutto quello che potevi per non farmi pensare troppo...
Arrivò poi, quasi con un sospiro di sollevo, quel 21 luglio.
Ed eri lì anche quel giorno. Quando squillò il telefono e per capire mi bastò sentire la voce di mia madre sussurrare il mio nome...
Anche nel dispiacere possono esserci i risvolti positivi.
La tua presenza è stata importante, in quello come in tanti altri momenti.
Tra noi non c’è mai stato il bisogno di esaltare quello che veniva fatto per l’altra, perché era ed è normale così.
Ma se questa giornata è un po’ meno pesante è anche per merito tuo, e oggi mi va di dirtelo.
Grazie Manu.
Io non lo so com'è, ma quando ti guardo e ti ascolto mentre mi canti qualcosa, sento chiaro e forte tutto il bene che ti voglio... Parte dal cuore e scivola lento fino agli occhi, raggiunge le mani e attende sulle labbra...
E nell'attimo di silenzio nel quale mi guardi e mi sorridi, vorrei fermarti lì dove sei, bloccare il tempo ancora per un secondo.
Solo per godermi un attimo in più tutto quello che di grande e inaspettato si sta creando...
Sarà anche per questo che ancora prima che uscissi dal portone già mi mancavi...
Ninna nanna na
ninna nanna na
ninna nanna na
E se ti canto una ninna nanna
è solo per non farti dormire
è solo per non stare da solo
o con qualcuno che si mette a sognare
E parlo una ninna nanna
proprio per non farti dormire
anche se so che domattina presto
un po’ di trucco e poi di corsa fuori
Ninna nanna na
ninna nanna na
ninna nanna na
Io ti tiro una ninna nanna
che sa di treni e delle loro stazioni
di quei treni che ci incontri le suore
o i boy scout che cantano le canzoni
E mi piace che a questo punto dici:
"Che schifo, non la voglio sentire:
senti questa che è molto meglio "
ti alzi in piedi e cominci a cantare
Ninna nanna na
ninna nanna na
ninna nanna na
E mi canti la ninna nanna…
e mi appoggi la ninna nanna
metto le orecchie sopra le lenzuola
caccio dagli occhi tutti i miei pensieri
... buonanotte signore e signori!
Ninna nanna...
[Ninna Nanna - Luca Carboni]
(ma la versione sussurrata di Andrea è la mia preferita...)
Dormi bene tesoro mio...
P.S.: Torni?
In certi rapporti non ci sono parole spese a vanvera.
Non esistono dubbi o timori.
Nasce e crese solo la voglia di aprirsi, di lasciarsi lentamente sbocciare.
Non è detto che col tempo, anche se è davvero tanto tempo, non ci sia più niente da scoprire.
Le persone mutano e se stai loro accanto, anche solo con la semplicità con la quale si fa una passeggiata, avrai la possibilità di vederle splendere e sollevarsi oltre ogni tua aspettativa.
E' il bello della conoscenza profonda. Ogni giorno noti delle differenze che non credevi possibili.
Condividere. Voce del verbo vivere. Vivere per davvero.
Lo so che le parole non sono tutto, come non sono tutto nemmeno i quasi 30 anni di conoscenza.
Ma i parallelismi della nostra vita, da quelli atroci e da dimenticare, a quelli meravigliosi da conservare, hanno creato un legame che non posso non considerare importante e, nonostante gli allontanamenti dettati dalla vita, siamo ancora qui.
E tu sei davvero una di quelle persone che riescono a sorprendermi.
Te li ho fatti a voce, è vero, questi discorsi, ma dopo le parole, voglio lasciarti anche una prova scritta di quanto ti voglio bene, e di quanto sento la mia vita legata alla tua.
Io ci sono. E se dovrò ripetertelo altre mille volte e dimostrartelo anche altre diecimila, lo farò. Semplicemente perchè non mi costa alcuna fatica.
C'è una regola fontamentale ora nella mia vita: conservare al mio fianco solo le persone che mi fanno del bene, e tu ci sei dentro in pieno.

"Ci sono certi momenti in cui non importa se stai bene così come sei; ad un certo punto, nel bel mezzo del tuo star bene, ti sovviene che tutta ‘sta beatitudine non è per niente una cosa interessante.
E’ un tipico pensiero di quelli che ti colgono a tradimento. E così ti viene da ricordare di come ai vecchi tempi era eccitante stare male. Magari non troppo, ma abbastanza da mettere in movimento tutto quello che adesso vedi fermo, immobile intorno a te e dentro di te. Visto che non sei stupido sai bene che ti sei conquistato la tua pace con l’immobilità, tenendo a debita distanza tutto quanto può guastarla.
Mi ricordo che mi svegliavo l’autunno scorso, certe mattine, che mi sembrava di essere in paradiso. Gli uccellini che cinguettavano sull’ulivo di Edilio. I bambini che berciavano all’entrata della scuola di fronte, il mare turchino in fondo oltre il bordo della finestra. L’odore di un lungo sonno tranquillo sul cuscino, l’odore di buon tabacco e deodorante alla vaniglia della casa, il sole di là in cucina, il pelo tiepido del vecchio tappeto azzurro bordato di papere, tutto era bellezza, perfetta bellezza.
Svegliarsi nella perfezione, e sentire la smania che ti monta di mandare tutto a remengo.
Tutta la perfezione, la bellezza, la pace che ti stanno facendo felice. E immobile come un albero, un albero forzuto e sano, nodoso e immortale.
E allora, mentre fai la tua colazione da infanzia tardiva, cercando di placare la smania ingozzandoti di canestrelli docli e latte e caffè, quello che invece pensi è che ti piacerebbe poter essere Sansone, scendere nei garage, attaccarti a due colonne portanti e buttare tutto giù.
Innamorarsi, naturalmente, è un buon modo per farla finita con la perfezione.
Così la mattina ti svegli e niente è più fermo, e nella perfezione non c’è più alcun riparo. Il giorno non scorre più per conto suo, ma lo devi attraversare tutt’intero com’è. Ti butti nel giorno a nuoto come se fosse un mare. E’ così: un mare che ti si para davanti ineluttabile, visto che alle tue spalle non c’è che una nuova rinuncia.
Facciamolo ancora una volta che tanto non ne moriremo..."
(E’ stata una vertigine – Maurizio Maggiani)
