Io

Blogger: Stellarys
Vivi e lasciaMI vivere!

elisea.pascal[at]gmail.com
AIM: stellarys75



Feeds

  • Powered by Splinder

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Curiosi

avete sbriciato *loading* volte

La mia musica

* * *


follow Stellarys at http://twitter.com

megmoticons®








I Miei Libri

lunedì, 25 febbraio 2008

Gite fuori porta

Questo weekend l’ho passato in Toscana, a Siena.
C’ero già stata a Gennaio con mia sorella, stavolta ho fatto la turista con Andrea.
Non è che si possa trovare qualcosa di nuovo da dire sulla Toscana e sulle sue città. E’ tutto meraviglioso. Il cibo, il vino, i centri storici...
Il pensiero principale, quando esco da Bologna, riguarda la differenza abissale che noto tra lei e qualsiasi città che ho visitato negli ultimi 2 anni. Mi piacerebbe scrivere di tutti quei piccoli e grandi momenti che fanno trascorrere due giorni in serenità e poi aggiungere che, comunque, tornare a casa è l’attimo migliore.
Non è così.
Ogni istante passato fuori a godere della pace e della spensieratezza delle altre città, mi fa sentire Bologna un posto triste, poco sicuro e sempre meno vivibile.
E per me che l'ho sempre lodata e apprezzata, è davvero grave.
Visitandola di passaggio probabilmente non ci si rende conto di ciò che accade, ma abitandoci si sa che tante cose sono cambiate e tante cambieranno.
In peggio.
Ad ogni modo, lasciando da parte le polemiche che tanto credo proprio non servano, vorrei segnalare un posticino davvero carino dove poter passare un’oretta prima di cena a prendervi un aperitivo: Il Barchè.



Noi siamo stati benissimo e non ci siamo strafogati al ricchissimo buffet solo perché avevamo un tavolo prenotato in uno dei mille ristoranti tipici del centro e non volevamo rovinarci l’appetito, ma vi assicuro che è stata dura!
In compenso ci siamo scolati un bel po’ di vino!
Ci fosse un posto simile qui, ci passerei 6 sere su 7!
Appena verrò in possesso delle foto del weekend, magari posto qualcosa.
Passate una buona settimana, io vado a cercare un po’ di voglia di lavorare...

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 11:13 | link | commenti (13)
categorie: bologna, gite, weekend
mercoledì, 25 luglio 2007

Perturbazione

Mi sono seduta in prima fila con gli occhi puntati verso quel piccolo palco pieno di strumenti e di grosse casse. Ho persino pensato che sei persone non ci sarebbero potute stare comode tutte insieme.Uno alla volta ognuno ha preso il proprio posto e Tommy ha afferrato timidamente il microfono dando un’occhiata alla piazza ormai piena.
"Noi siamo i Perturbazione, veniamo da Torino e facciamo musica triste, tristissima, ma gioiosamente!"
Parte così il concerto, con una delle tante canzoni lente, con la voce calda e profonda di quello strano soggetto che è il loro cantante.
Lo guardo, lo fisso, lo osservo. Si muove in maniera familiare, ha occhi e mani che quasi conosco.
Sanno di sogni infranti e di desideri inesauditi, anche se ora non fanno più male. Non è colpa sua, ovvio, ma nella mia mente è prepotente l’emozione e, forse, anche un po’ la nostalgia. Non guarda i tanti occhi che lo stanno apprezzando, tiene lo sguardo alternativamente sul palco e verso il suo gruppo. Forse cerca la forza dei momenti delle dure prove che daranno soddisfazione. Ogni canzone è un brivido, il cellulare perennemente in mano per immortalare quanti più istanti possibili. Cellulare che raccoglie anche le vibrazioni della condivisione a distanza. Insisto con lo sguardo e scopro una voglia bianca tra i suoi capelli. Particolare segno distintivo... mi piace. Sorrido. Canto, ma a bassa voce, quasi a non voler interferire. Un’ora e mezza vola. Manca la mia canzone preferita, ma dopo tanti brividi non è quasi più importante.
Il saluto è quasi commozione.
Ho vissuto un’emozione grande, una di quelle che ti estranea, che ti coccola, che ti fa sentire leggera e al sicuro.
Non è possibile spiegarla per intero e in verità non voglio nemmeno.
E’ mia e voglio tenerla stretta e godermela finché dura...





(Le foto sono prese dal loro Flickr)

P.S.: se qualcuno sapesse dirmi il titolo della poesia recitata durante il concerto, mi farebbe davvero un grande favore.
Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 15:56 | link | commenti (10)
categorie: musica, vita, esperienze, passioni, bologna, dediche, emozioni, concerti
lunedì, 05 marzo 2007

Storie urbane

Non so voi, ma io viaggiando in autobus mi sono sempre sentita abbastanza sicura.
Sono grandi, resistenti, non raggiungono velocità elevatissime e, soprattutto quelli "doppi" sono stati studiati abbastanza bene da garantire più posti e più comodità. C'è persino l'aria condizionata e spesso anche la musica.
Ecco. Bene. Come vi sentireste se mentre siete comodamente seduti al vostro posto, in attesa che tutti i passeggeri siano a bordo, veniste tamponati ad una discreta velocità da un altro bestione da 2 tonnellate?
Il rumore è potente e violento come quello di un'esplosione e il risultato di una delle due parti è questo...



La fortuna è stata di trovarsi seduti abbastanza avanti. Quelli che erano negli ultimissimi posti sono rimasti tra i vetri in frantumi in attesa dei soccorsi senza nemmeno avere la forza di alzarsi per il forte colpo ricevuto al collo...
Dopo questa esperienza ho deciso che i posti in fondo all'autobus sono off limits.
Piuttosto in piedi. Anzi, piuttosto bisognerebbe fare come in certe città europee dove i posti in piedi non esistono, così eviteremmo anche il rischio di brutte cadute.

Lunedì.
Buona settimana.

Pensieri sparsi da Stellarys alle ore 10:27 | link | commenti (14)
categorie: vita, bologna, raccontando, lunedì