...in the land of the morning star...
La parentesi ciclistica continua, in effetti la fatica, ora che le ruote girano come dovrebbero, si sente decisamente meno e quel tratto di strada che posso fare all’interno dei Giardini Margherita, mi rende il percorso decisamente più piacevole.
Di sicuro un po’ di movimento oltre la palestra non può che farmi bene, ma resta il fatto che prima o poi dovrò decidermi a trovare la voglia di munirmi di un altro mezzo motorizzato.
E’ che ancora spero che mi arrivi quella tanto desiderata telefonata dal Comando dei Carabinieri, che mi dice che hanno ritrovato il mio “Bocco”.
Più che altro vorrei tanto evitare che questa telefonata mi giunga proprio il giorno dopo aver comprato un altro motorino... la legge di Murphy insegna...
Mercoledì sera sono stata di nuovo dal vecchietto aggiustatore di biciclette per farmi montare un misero cestino sul portapacchi perché altrimenti devo caricarmi tutto sulle spalle e lui, mentre avvitava e stringeva, se ne esce con un’altra chicca: “Signorina, questa...” indicando la catena nuova di zecca che avevo arrotolato sotto il sellino “non va bene per questa bella bici, è troppo sottile. Sembra grossa, ma dentro ha solo un leggero filo metallico. Gliela possono rompere in un minuto...”
Ecco. Se io scendo e trovo il vuoto nella rastrelliera al posto della mia bici, vado a dar fuoco a quel buco di negozio. ![]()
Buon weekend!
Ebbene... non l’avrei mai detto, ma stamattina ho preso coraggio e in sella alla mia bicicletta sono arrivata in ufficio. Ero un po’ preoccupata perché la strada che devo fare è molto trafficata e le bici non le considera nessuno.
Non mi impensieriva la fatica, pensavo che quel po’ di palestra che faccio ormai da un anno mi avesse aiutata a uscire dal letargo fisico in cui sono stata per anni, invece, con una punta di rabbia, ho notato che già dopo poco le gambe dovevano spingere parecchio per arrivare ad una velocità da potersi considerare decente. Ho provato anche a cambiare rapporti per vedere se magari potevo ottenere qualche agevolazione. Niente. Nel mentre tutti, ma proprio tutti i ciclisti sulla mia stessa strada, andavano più veloci di me. Persino la signora coi capelli cotonati e il cestino a fiori.
La mia autostima ha subito un crollo notevole.
Prima di arrivare in ufficio, mi fermo da un signore che ha una specie di negozio/cantina dove aggiusta le biciclette, e gli chiedo se mi può dare una gonfiata alle gomme.
Lui inizia a gonfiare e intanto dà un’occhiata alla bici.
Ne approfitto e gli faccio presente che il freno davanti è un po’ lento.
Allora lui appende la bici a dei ganci e inizia a guardarla.
Mi sistema il freno davanti e prova quello dietro.
"Signorina" di dice "anche quello dietro non va bene... fa il doppio della fatica così, ha perennemente la ruota frenata..." ![]()
Aggiungo questa chicca gentilmente suggeritami da Algol
Bisogna prenderla con spirito...
