...in the land of the morning star...
Con taaaaaaaaanta calma ripasso dalle parti del blog e mi trovo nominata. D’oh!
Allora eccomi pronta a svelare 10 cosine più o meno note, non senza aver prima ricordato le regole:
1 - raccontare ai lettori del blog 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere.
2 - Indicare 10 persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene).
3 - Non dimenticare di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.
Andiamo a cominciare:
1) Detesto guidare la macchina, stare in mezzo al traffico e percorrere più di 2 km. Il che è un problema se si pensa che pure Andrea odia stare seduto in un auto in un posto che non sia quello del passeggero;
2) Sono golosa a livelli indicibili, ma, credetemi, molto ma molto più di quanto si possa normalmente pensare. Se non avessi una dose altrettanto massiccia di autocontrollo, sarei almeno 40 kg in più. Il mio pasto ideale comincerebbe con un cornetto alla nutella per finire con una doppia porzione di torta alla pasta di mandorle, passando per pasticcini di pasta frolla e bignè. Ora capite?
3) Vorrei emigrare in Canada. Adesso, subito, immediatamente, in questo istante. Non sono già più qui.
4) Due micie non sono abbastanza. Se potessi dar retta alla mia voglia di crescerne altre/i, diventerei una gattara in circa 2 ore e mezza.
5) Vorrei essere molto molto molto molto molto molto meno legata al passato. A volte è una zavorra impossibile da trascinare.
6) Faccio parecchia fatica ad aprirmi e dare confidenza, ancora di più se devo superare il confine che delimita la conoscenza dall’amicizia, ma se una persona diventa mia amica, non mi perderà mai (ciao Manu).
7) Sarei voluta nascere in un altro momento storico. Almeno negli anni 50. Sono convinta che avrei patito molto meno.
8) Detesto i telegiornali. Tutti. Ti instillano il germe della paura e dell’insicurezza e giocano troppo sui dispiaceri altrui.
9) Salvo rarissimi casi indipendenti dalla mia volontà, mi sveglio sempre di buon umore.
10) Vorrei non aver perso i contatti con alcune persone, ma qui si torna al discorso del passato e delle sue zavorre...
Non ho più molti contatti attivi su splinder, quindi non passo il testimone.
Se qualcuno ha voglia di fare questo test, si senta libero di postarlo sul suo blog.
Il pensiero fisso di oggi? - 24 giorni alle ferie.
Il pensiero fisso di domani? - 23 giorni alle ferie.
Il pensiero fisso di dopo domani? - 22 giorni alle ferie.
e via così...
Il che è tutto un trucco, perché, nonostante non venga più in ufficio dall’11 Agosto in poi (e in effetti non è poco!), le vere ed uniche vacanze partiranno con quel benedetto treno delle 22.00 (circa) del 24 Agosto.
Quindi tra una vita.
Quindi devo sopportare ancora per un pezzo 'sto maledetto caldazzo.
Quindi dovrò passare da sola in ufficio la prima settimana di agosto, sicuramente in mezzo a qualche rogna ingestibile.
Quindi... mi serve una dose ulteriore di pazienza e di tolleranza.
A qualcuno avanza?

Tutti gli anni in questo periodo divento lagnosa e pesante.
Non lo faccio apposta, è che non dormo!
Passo le giornate con un costante senso di debolezza e sbadigliando come un ippopotamo al ritmo di 10 "sbaccarate" l’ora. Immagino costantemente il mio letto, mi fisso sull’immagine del mio corpo che si adagia lentamente sul materasso (inspiegabilmente) fresco, del mio faccino sorridente che sprofonda tra due cuscini soffici e delle mie braccia che vi si arrotolano attorno stile anaconda, catapultando in un nanosecondo nella fase REM.
Invece cosa accade?
Succede che arriva la tanto agognata ora della nanna e gli occhi si spalancano.
Degli sbadigli nemmeno l’ombra, evidentemente li ho consumati tutti nel pomeriggio.
Il letto poi è tutt’altro che fresco e il cuscino è troppo basso e spigoloso, il ventilatore fa uno strano ronzio che, nel dormiveglia, assomiglia prima alla pioggia battente (utopia), poi ad un macchina che sta in moto sotto alla finestra senza decidersi ad andarsene.
Quindi lo spengo o mi concentro su un altro rumore sperando che sia meno odioso.
Posso liberamente scegliere tra il latrare dei cani, l’abbaiare dei loro vicini che si sentono in dovere di rispondere. Tra le moto che sfrecciano ai
Ieri c’era “
Non che mi faccia impazzire il Gianni concittadino, ma ripercorrevano la sua storia con filmati dell’epoca e io adoro tutto quello che riguarda gli anni ‘50-‘60-‘70, max ‘80, soprattutto quando si vedono scorci di vita, case di allora, testimonianze dalla viva voce di chi ci viveva con serenità.
Quindi mi sono sistemata comoda e ho ascoltato i racconti di quel ragazzo che fu, pensando che nonostante il successo credo sia uno dei pochi ad aver mantenuto la sua genuinità.
Oppure è solo bravo farlo credere.
Fatto sta che quando ho spento era passata l’una e io non ho più il fisico per fare certi orari da ragazzetta! 


Il genere umano è altamente tossico.
Salvo rare eccezioni, anche a piccole dosi può provocare forti attacchi allergici.
Non è cattiveria, ma la semplice verità.
Periodi troppo lunghi a contatto con certe persone, rendono la giornata un lunghissimo susseguirsi di attimi interminabili che ti fanno desiderare l’immediata trasformazione in una qualsiasi altra forma di vita. Possibilmente in un pesce degli abissi. Nonostante la bruttezza, che pare sia la loro prerogativa principale, stanno perennemente in pace. Sono in pochi, ognuno ha il proprio spazio e non ci si accavalla uno sull’altro come succede a noi. Autobus e treni stracarichi di viscidume informe e puzzolente. Mense dove riecheggia il tintinnare delle posate e dei piatti che, mescolato al ruminare liquido, trova la sua massima soddisfazione nello schioccare la lingua tra i denti, nel disperato tentativo di liberarsi di quella dannata minuscola fogliolina di insalata.
E del web vogliamo parlare?
C’è calca anche se ognuno ha la propria scrivania, il proprio monitor, la propria connessione, le proprie perversioni. Che senso ha scapicollarsi per raggiungere un sito, fremere nell’attesa che si carichi la pagina tanto desiderata, clic, clic, clic, imprecare perché il traffico è troppo e si devono attendere ben 4 preziosi secondi e poi lasciare il tanto desiderato commento. Quello che ci identifica nell’immensità delle parole che ci precedono e che ci seguono, selezionare tra le innumerevoli possibilità quella che più potrebbe colpire il lettore e scegliere di qualificarsi come l’essere inutile della giornata, quello che si limita a scrivere: "Primo!"
...
Il caldo mi rende insofferente.
